Cosmesi Coreana: sì o no?

Sempre di più si sente parlare di cosmetici coreani, spesso associati a innovazioni curiose o a packaging “pucciosi”. Come spesso accade con le cose nuove e che provengono da lontano, è facile risultare un po’ scettici, soprattutto se di mezzo c’è una lingua che nemmeno si riesce a leggere, che sicuramente non facilita l’approccio.

Ma è davvero valida la cosmesi coreana? È compatibile con i nostri bisogni?

In questo articolo vorrei provare a spiegarvi un po’ quali sono le caratteristiche del mondo della bellezza coreano, quali sono le differenze rispetto alle nostre abitudini e prodotti e quale è la mia esperienza in merito.

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Iniziamo col dire che con Corea si intende Corea del Sud, un paese ricco e industrializzato, uno dei più all’avanguardia nel campo della bellezza: dalla chirurgia alla cosmetica, i sud coreani rappresentano quasi sempre l’eccellenza! Gli standard qualitativi sono molto alti, data la grande concorrenza e richiesta del mercato; la Corea è diciamo più sullo stile giapponese in questo frangente e non va affatto accomunata alla Cina o alla Corea del Nord.

La pelle e la fisionomia asiatica hanno caratteristiche un po’ diverse da quelle caucasiche, con i suoi pro e i suoi contro. Basti pensare alla forma degli occhi e al colore della pelle, che diventano elementi che conducono il mondo del beauty in una direzione un po’ diversa da quella occidentale (c’è una grande tendenza per prodotti sbiancanti per esempio), ma è anche vero che l’enorme varietà di prodotti immessi sul mercato va a coprire un po’ tutti i bisogni più disparati. Il fine ultimo della cosmesi coreana comunque è ottenere una pelle liscia, compatta e luminosa, fine che penso potremmo condividere un po’ tutti.

Skin care

•SKIN CARE VS MAKE-UP: In primo luogo, è un mondo molto più orientato verso la cura della pelle piuttosto che al make up. Gli ideali di bellezza asiatica propongono perlopiù un modello quasi adolescenziale con l’aria pulita e innocente, giovane e senza troppi fronzoli. Questo va sicuramente a favore della skin care, supportata anche dalla credenza (direi non affatto sbagliata), che la bellezza parta da una sana ed equilibrata cura della pelle, per poi, in un secondo momento, finalizzarsi col make-up. La conseguenza diretta di questa visione è la nascita di un mercato che approfondisce molto il ramo della cura della pelle, con una disponibilità e differenziazione dei prodotti che fa impallidire quello a cui siamo abituati, creando una tale concorrenza fra i brand che permette di avere un ottimo rapporto qualità/prezzo.

PREVENIRE È MEGLIO CHE CURARE: Per avere effetti a lungo termine si pensa che una prevenzione assoluta sia indispensabile: di ampissima diffusione ad esempio i componenti per la protezione dal sole e per la prevenzione delle rughe, quasi sempre inclusi nella formulazione di creme, bb cream e fondotinta, oltre che nei prodotti specifici. La prevenzione dei segni del tempo inizia a 20 anni e si intensifica col passare del tempo; la pelle verrà anche protetta dal sole per evitare scottature, segni e macchie.

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•INNOVAZIONI: Altro vantaggio, è che da richiesta e concorrenza, derivano ricerca e innovazione. Sempre alla scoperta di nuovi prodotti dagli effetti miracolosi, si stima che il mercato cosmetico coreano sia circa 10 anni in avanti rispetto a quello occidentale. Basti pensare a come in Italia in molti siano ancora disgustati dall’uso di ingredienti non convenzionali, come la bava di lumaca o il veleno di ape, mentre in Corea questi siano diffusissimi e accettati senza problemi.

DIFFERENZIAZIONE E STRATIFICAZIONE: Calibrando sempre di più l’attenzione sulla pelle, il mercato coreano è arrivato a definire che una routine di sole 3 fasi (detergente, tonico, idratante) non fosse sufficiente a garantire risultati soddisfacenti. Si è quindi creata una concezione di skin care molto più ampia e dettagliata, che elenca al suo interno dai 5 ai 10 prodotti (se non di più) per una cura più personalizzabile e mirata. In breve le fasi principali sono:

1. Struccante oleoso o cremoso per la rimozione del make-up. Essendo il trucco a base grassa, solo un altro grasso potrà rimuoverlo efficacemente. Il trucco viene considerato responsabile di un precoce invecchiamento e causa di molte problematiche comuni della pelle se non rimosso adeguatamente prima di coricarsi. Lo struccaggio dev’essere eseguito religiosamente, rimuovendo anche il più piccolo residuo. Questo passaggio inoltre andrà a rimuovere anche altre impurità grasse come il sebo.

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Detergente schiumoso o latte detergente per pulire a fondo l’epidermide una volta che lo stato grasso è stato “scollato” dalla pelle. Il detergente porterà via tutte le sostanze comedogene che occluderebbero i pori: sebo, sporco, smog, residui di trucco….

3. Esfoliante (opzionale): scrub o peeling, esistono prodotti sia da usare quotidianamente che altri da usare solo una o due volte a settimana. Naturalmente se si esegue la detersione (passo 2) già utilizzando uno strumento esfoliante (spazzola manuale o elettrica, panno di microfibra…) bisognerà stare attenti a calibrare questo step.

4. Tonico che oltre a rimuovere eventuali residui rimasti conferisce alla pelle una prima idratazione e funge da vettore per i prodotti che seguiranno, la cui consistenza sarà via via più pesante. Questa pratica di stratificazione permette alla pelle un assorbimento graduale e non traumatico dei prodotti, che a mano a mano raggiunge starti sempre più profondi del derma nutrendoli.

5. Essenza o siero:  questa gamma di prodotti è finalizzata a risolvere miratamente i problemi specifici. Possono essere  gel, liquidi o olii, ma ciò che li accomuna è l’essere un concentrato di eccipienti attivi che vanno a parare dove uno ha più bisogno (es. pelle grassa, acne, pelle secca, segni del tempo ecc. ecc.)

6. Idratante. Qui rientriamo in territorio conosciuto con le creme e le lozioni emollienti. L’unica differenza è che essendo preceduta da molti prodotti, alcuni già nutrienti, la crema dovrà essere un po’ più leggera rispetto a quelle che conosciamo noi. Vi è anche la tendenza a differenziare le creme in “giorno” e “notte”, poiché durante il sonno la mancanza di stress e make-up permetterà l’applicazione di creme più ricche e nutrienti e un’azione più profonda. In caso di pelle molto molto secca, la routine coreana prevede addirittura l’applicazione di due creme diverse, prima una più leggera e poi una più idratante, seguendo il concetto sopra descritto di stratificazione progressiva dei prodotti.

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Crema occhi.Ok, anche questa la conosciamo e non c’è molto da spiegare. La zona degli occhi è delicata e va idratata con prodotti specifici, con una particolare attenzione se si mette molto makeup o si inizia a risentire degli effetti del tempo. Il prodotto non va spalmato, ma picchiettato con la punta dell’anulare, in modo da non sollecitare eccessivamente la zona.

8. Trattamento imperfezioni (opzionale). Per chi desidera un ulteriore trattamento mirato nei confronti di una problematica che lo riguarda. I prodotti di questa categoria sono moltissimi e diversi fra loro: filler, trattamenti sbiancanti, anti-acneici..ecc. ecc.

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Maschera o impacco notturno (opzionale): sono  trattamenti viso che garantiscono un’ulteriore idratazione che andrà a svolgersi nel corso della notte, quando la pelle è rilassata, pulita e meno soggetta ad agenti esterni come smog, sole, vento… Molto in voga al momento sono le “sheet mask”, maschere in foglio, che sono di tessuto-non-tessuto imbibito di ingredienti attivi che si appoggia sul viso e si lascia agire per una decina di minuti.

10. Crema solare (solo mattina). Gli asiatici hanno una pelle che contiene molta melanina e tende a pigmentarsi molto facilmente. Diversamente da noi, che amiamo la tintarella e l’apparire coloriti, coreani e giapponesi inseguono un ideale di bellezza dalla pelle candida e di porcellana (e qui vinco a man bassa, mi spiace) anche per evitare che la pelle si rovini precocemente e quindi ricorrono a creme solari e prodotti ad azione sbiancante. Le protezioni sono tendenzialmente alte (sopra i 30 SPF) e applicate  su base quotidiana.

Ecco, questa è una skin care abbastanza tipica, volendo si potrebbe ancora ampliare! Può far paura a vederla, ma in realtà è più una questione di abitudine che altro. Personalmente, provando a seguirla ho ottenuto esclusivamente benefici e la pelle appare realmente più sana. Tendo però a mischiare prodotti coreani a prodotti occidentali, principalmente per una questione di reperibilità; vi rimando al post sulla mia routine attuale se volete farvi un’idea!

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la mia skin care routine

Naturalmente, c’è da considerare che non è detto che al primo colpo si azzecchi il mix perfetto, o i prodotti più adatti alla propria pelle: quella di ognuno ha caratteristiche diverse, che partono da una tipologia di fondo (secca, grassa, mista, sensibile..), ma poi influenzate anche da fattori interni (come alimentazione, fumo, apporto d’acqua…) ed esterni (clima, smog, vento, stagione…). Se proprio vogliamo dirla tutta, il pensiero coreano sostiene infatti che le vere basi di una pelle perfetta siano un’adeguata alimentazione, ricca di frutta e verdura, e un’ottima idratazione, seguite poi da skin care e infine make-up. 

Quindi, tirando le somme, per me la cura della pelle in stile coreano si merita un bel e deciso Sì! A mio parere è il giusto approccio per avere una pelle sana e levigata, che parte da una pulizia profonda per arrivare ad una cura mirata delle eventuali problematiche individuali.

Voi che ne pensate? Com’è composta la vostra skin care? Fatemi sapere!

Sempre Vostra,

R.

 

5 thoughts on “Cosmesi Coreana: sì o no?”

  1. Oh! Questi prodotti sono molto carino. Ho avuto un momento difficile trovare cosmetici coreani in Italia. Recentemente ho trovato questo sito: http://www.q-depot.com, che spediscono in Italia ed i prezzi sono incredibilmente così a buon mercato.

  2. Sono molto curiosa di provare prodotti coreani!la mia skincare è molto simile,l’unica cosa struccarsi con un prodotto a base oleosa va bene anche x una pelle grassa?

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